Truffe agli anziani: come difendersi

1 de Marzo de 2010

Sono tristemente note le numerose truffe che, ogni giorno, mietono vittime fra la popolazione.
A soffrirne, spesso, sono gli anziani che più di altri si ritrovano protagonisti di raggiri a volte talmente ben orchestrati da lasciare senza parole.
Per questo molti si sono mobilitati in loro difesa, i media, per esempio, ma anche le amministrazioni comunali come quella di Cremona dove, da diverso tempo, circola una guida dal titolo “Occhio alla truffa”.

Al suo interno compaiono buoni consigli e suggerimenti assennati per ridurre il rischio di truffe e raggiri, riportiamo a seguito alcune delle segnalazioni tratta dal sito e-cremonaweb.it.
Eccone una lista.

• Non fermarti per strada con gli sconosciuti, neppure se chi cerca di fermarti e vuole parlarti è una persona distinta e dai modi affabili.
• Non dire a persone estranee o che conosci poco il tuo numero di telefono, di conto corrente o altre informazioni riguardanti la tua casa, la tua famiglia o le tue abitudini di vita.
• Mantieni le distanze da chi chiede l’elemosina e tieni sempre in tasca qualche moneta di poco valore. Se qualcuno sarà tanto insistente da non riuscire ad allontanarlo, potrai dargli una piccola offerta, senza dover aprire il portafoglio.
• Fai attenzione a chi ti urta o si avvicina a te senza motivo: potresti ritrovarti senza portafoglio.
• Fai attenzione alle persone in apparente stato di difficoltà: prima di avvicinarti cerca di capire cosa sta accadendo.
 • Percorri strade frequentate e ben illuminate ed evita i luoghi bui e deserti.
• Cammina sul marciapiede in direzione opposto al senso di marcia dei veicoli e lontano dal bordo. Se devi attraversare la strada, aspetta il semaforo verde lontano dalla carreggiata. Così potrai sempre controllare chi si avvicina, evitando di essere sorpreso alle spalle e di diventare facile vittima di scippatori.
• Prima di aprire il portone del palazzo dove abiti o la porta di casa controlla sempre che alle tue spalle non ci sia nessuno sconosciuto.
• Porta sempre con te un telefono cellulare per le emergenze.
• Non sostare in luoghi appartati, anche se in compagnia.
• Non farti accompagnare a casa o alla macchina da persone he conosci poco, anche se si dimostrano gentili e disponibili.

La lista continua ancora con suggerimenti utili quando si esce da casa.
• Non portare con te grosse somme di denaro contante e utilizza il più possibile bancomat e carte di credito. Se hai difficoltà a ricordare il codice del bancomat conservalo in un luogo sicuro, diverso dal portafoglio.
• Non tenere il portafoglio o il denaro contante in tasche esterne della giacca o della borsa e fai molta attenzione quando ti trovi in luoghi affollati (mercato, mezzi pubblici, file di attesa): sono le occasioni preferite dai borseggiatori.
• Tieni la borsa vicino al corpo, dal lato opposto allo scorrimento del traffico quando si cammina per strada e non togliere il portafoglio dalle tasche o dalla borsa.

In auto o in bici:
• Non tenere la borsa sul sedile, soprattutto se hai i finestrini abbassati.
• Non lasciare la borsa o altri oggetti, anche di scarso valore, in vista all’interno dell’automobile.
• Non mettere la borsa nel cestino.

Molto importante anche tenere a mente che:

• In banca o in un ufficio postale, è meglio farsi accompagnare da qualcuno, soprattutto nei giorni in cui vengono pagate le pensioni o quando si deve versare molto denaro.
• Se si prelevano somme elevate meglio dividerle e riporle in tasche diverse
• Qualora si ricorra all’utilizzo di un bancomat occorre essere prudenti: se ci si sente osservati maglio non prelevare.
• Se ha il sentore di essere osservati o seguiti, è consigliabile fermarsi all’interno della banca o dell’ufficio postale e parlane con gli impiegati o con chi effettua il servizio di vigilanza, oppure entrare in un negozio, cercare un poliziotto o un’altra compagnia sicura.
• Durante il tragitto di andata e ritorno dalla banca o dall’ufficio postale, con i soldi in tasca, non fermarsi con sconosciuti e non farsi distrarre. Se qualcuno si avvicina, magari affermando di essere un impiegato della banca o dell’ufficio postale e chiede di controllare il denaro appena consegnato non credergli.

Quando carte di credito e bancomat diventano gioielli…

3 de Febbraio de 2010

Non è raro trovarsi davanti a notizie bizzarre e simpatiche sparse per il web… ecco una delle ultime che riguarda le carte di credito e i bancomat.
A pubblicarla il sito greenme.it che spesso fornisce interessanti spunti su come riciclare materiali inutilizzati e altre idee verdi.

L’articolo postato sul sito ha come protagoniste le sorelle Kelly e Katie due americane a cui non mancano l’inventiva e l’originalità.
Qualcuno si è mai chiesto che fine fanno i bancomat o le carte di credito scadute? Beh, queste due simpatiche ragazze hanno deciso di regalare alle nostre ex monete di plastica una nuova vita trasformandole in bijoux (vedere per credere sul loro sito! kellybethdesigns.com).

Pare che tutto abbia avuto inizio quando quando le due hanno pensato di non buttare nel cestino una carta di credito ormai scaduta. Hanno iniziato a tagliarla e da lì è nato il primo orecchino a cui è seguito tutto il resto, cioè una vera e propria collezione di gioielli con nomi buffi come Cubz, Shredz, Dotz, Squartz.

Continua l’articolo su greenme.it:ogni pezzo è fatto a mano e unico nel suo genere. E’ possibile acquistare direttamente online l’oggetto del vostro desiderio: gli orecchini sono venduti ad un prezzo che va dai 10 ai 15 dollari, mentre per i bracciali bisogna mettere in conto circa 30 dollari. Se volete, poi, potete persino raccogliere le vostre tessere e spedirle al laboratorio delle due sorelle chiedendo che realizzino per voi dei gioielli ad hoc.

Se però vi sentite in vena di fai-da-te, potete prendere spunto dalle loro creazioni e dare spazio alla vostra fantasia, armandovi di taglierino e tanta buona volontà. A quel punto la personalizzazione sarà totale e frutto di un riciclo creativo che non conosce confini o copyright
.”
non male come idea no?

Conti correnti: arriva l’arbitro bancario

27 de Gennaio de 2010

Non è raro trovarsi alle prese con contenziosi di tipo bancario o con altri problemi simili.
Oggi per aiutare i cittadini in quest’ambito, arriva l’arbitro bancario.
Un interessante pagina sull’argomento si legge fra gli articoli pubblicati da FTAOnline per msn notizie.

Secondo quanto riportato, la figura dell’arbitro bancario va a sostituire l’Ombusdman dell’Abi in merito alle controversie presentate dai clienti, sull’operato degli intermediari finanziari.
Inadempienze o comportamenti contro le norme, saranno quindi valutati dall’ABF, ma solo dopo un primo reclamo presentato dal cliente direttamente all’intermediario.

Ma quando entra in gioco l’arbitro bancario?
Riportiamo quanto cita l’articolo: “L’Arbitro bancario finanziario, operativo da ottobre, si articolerà in tre collegi con sede a Milano, Roma e Napoli. Ciascuno dei collegi sarà composto da cinque membri: due espressione delle parti (intermediari e clienti) e tre, compreso il presidente, scelti dalla Banca d’Italia. ” All’Abf - si legge nel documento della Banca d’Italia - possono essere sottoposte tutte le controversie aventi ad oggetto l’accertamento di diritti, obblighi e facoltà, indipendentemente dal valore del rapporto al quale si riferiscono. Se la richiesta del ricorrente ha ad oggetto la corresponsione di una somma di denaro a qualunque titolo, la controversia rientra nella cognizione dell’Abf a condizione che l’importo richiesto non sia superiore a 100.000 euro”.

Il terreno dove opera questa nuova figura sarà non solo quello delle banche e di Bancoposta, ma anche carte di pagamento, credito al consumo ed altri investimenti. Privati e imprese potranno rivolgere, quindi, all’Arbitro Bancario Finanziario (ABF).
Il tutto per cifre che non supereranno nel loro ammontare (di controversia) i 100 mila euro.

Il ricorso all’ABF deve essere preceduto da un reclamo presentato direttamente all’intermediario e i tempi di risarcimento dovrebbero essere relativamente brevi, intorno ai 3-4 mesi.
Per approfondire l’argomento cliccate qui.

Carte di credito la nuova piccola rivoluzione

27 de Ottobre de 2009

Sono, a loro modo, una piccola rivoluzione nella loro famiglia.
Sono comode e si diffondono sempre più velocemente raccogliendo consensi.
Sono le nuove carte di credito che hanno nel loro dna quello dei tradizionali conti correnti.
Come funzionano.
Le carte conto sono le prepagate di nuova generazione che si stanno proponendo come alternativa low cost al conto corrente fin ora utilizzato.

Queste speciali carte consentono ai loro possessori, oltre che costi ridotti, di poter disporre di servizi bancari più complessi come l’accredito dello stipendio, l’addebito di bollette e utenze e anche la possibilità di effettuare bonifici, giroconti o di trasferire fondi anche da una carta all’altra. In pratica nell’elenco dei servizi c’è quasi tutto.
Contrariamente al normale conto, però, le carte non permettono di avere un rilascio del carnet degli assegni o la possibilità di richiedere un deposito titoli o magari di usufruire di un prestito o dello scoperto di conto corrente.

Quello che più conquista delle Carte conto è però la possibilità di godere di tutti questi vantaggi senza necessariamente essere clienti dell’istituto bancario che la rilascia.
Il loro costo oscilla da un minimo di 20 ad un massimo di 60 euro.
Questa convenienza è data dal fatto che le nuove Carte conto si rivolgono soprattutto al mercato dei clienti cosiddetti “non bancarizzati”, cioè di coloro che non hanno mai avuto rapporti con un istituto bancario, oppure di quelli di prima bancarizzazione come i giovanissimi, i pensionati e gli immigrati. Un grosso bacino che nel nostro Paese rappresenta ancora il 40 per cento della popolazione adulta attiva.

Fonte: Lastampa.it

Un caffè pagato con il proprio cellulare…

29 de Settembre de 2009

Accade in Valtellina, dove Credito Valtellinese, Visa Europe e Key client cards & solutions (società del gruppo Istituto centrale delle banche popolari italiane) hanno presentato il primo progetto europeo di sperimentazione di pagamento tramite cellulare.

Il progetto è reso possibile grazia all’utilizzo di Tellcard, la carta di debito europea Vpay del Credito Valtellinese con applicazione contacless, in versione mobile.

Per testare il progetto, alcuni dipendenti dell’istituto di credito ha ricevuto in dote un Nokia 6212 equipaggiato con applicazione Nfc che permette di effettuare pagamenti fino a 15 euro in 180 esercizi commerciali della zona che hanno ricevuto i nuovi lettori.

Con il proprio cellulare sarà così possibile pagare le proprie consumazioni al bar o altre piccole spese semplicemente avvicinando il telefono al lettore che permetterà la transazione diretta senza la digitazione del proprio codici PIN.
Il test prende avvio dopo che già dal giugno 2008 erano partite i primi esperimenti con la Tellcard contactless non in versione mobile.

La sperimentazione, che forse non ha dato gli esiti sperati, non ha minato la fiducia nei nuovi sistemi di pagamento da parte dell’istituto di credito locale che fedele al suo ruolo di innovatore ha rilanciato con la versione mobile che, secondo il direttore generale Miro Fiordi, “ha già riscosso l’interesse di altri gruppi bancari”.
Fonte: il sole24ore.it

Buon compleanno Bancomat!

2 de Settembre de 2009

 

Curioso pensarlo, eppure anche gli sportelli bancomat compiono gli anni, certo, non parliamo di un semplice sportello fra tanti, ma del primo bancomat americano installato bene 50 anni fa al Rockville Centre di New York che oggi compie 50 anni.

Contrariamente a quanto si possa pensare, però, la macchina non è un invenzione “made in USA”, ma un’idea europea sviluppata fin dal 1967 dalla società inglese De La Rue; e messa in funzione per la prima volta al mondo, il 27 giugno di quello stesso anno, presso la Barclays Bank di Londra. Il primato di averlo introdotto per primo in Italia spetta invece ad una banca dell’Emilia Romagna, per la precisione la Cassa di Risparmio di Ferrara, nel 1976.

Insomma, tanti “fratelli” sparsi per il mondo che, storia insegna, sarebbero poi diventati componente essenziale della vita quotidiana di quasi ogni cittadino.
Sul brevetto del bancomat c’è una controversia fra tre differenti inventori: John Sheperd-Barron che fu insignito nel 2005 del titolo di OBE (Officer of the Order of the British Empire).; Luther George Simjian che registrò, nel 1930 a New York un diverso brevetto; e Don Wetzel e altri due ingegneri che registrarono un ulteriore brevetto perfezionato il 4 giugno 1973.
Come dire, anche gli sportelli diventano in qualche modo famosi!

Fonte: telesanterno.com

Conti correnti: gabbato Ben Bernanke

27 de Agosto de 2009

Sembra quasi una barzelletta ed invece è la verità.
In un’era dove la truffa, soprattutto telematica è dietro l’angolo, ecco che i conti correnti e le finanze dei più sono soggette ad attacchi esterni.
A farne le spese questa volta, un nome celebre che al mondo delle banche e della finanza è legato per altri motivi.
Lui, infatti, è Ben Bernanke, presidente della banca centrale Usa.

Il numero uno della Fed è stato infatti vittima di un furto di identità bancaria. La truffa, secondo quanto riferisce il settimanale Newsweek, risalirebbe all’estate del 2008, quando alla moglie di Bernanke è stata rubata la borsetta nella quale si trovava un carnet di assegni del conto della coppia. Non è chiaro quanto sia stato rubato a Bernanke.
Come dire, per certe cose non si guarda in faccia a nessuno…
fonte: tgcom.it

Aerei e carte di credito, qualche problema negli Stati Uniti

20 de Luglio de 2009

La moneta virtuale ha invaso ogni settore e le carte di credito con le loro relative transazioni sono utilizzate praticamente ovunque.
E questo è ancor veritiero se si parla del settore viaggi/vacanze dove spesso i pagamenti dei biglietti vengono effettuati proprio utilizzando le suddette carte.

Negli Stati Uniti questo ha fatto sì che United Airlines stia spingendo al pagamento di una fee nel caso di pagamento da parte del cliente con carta di credito.
E questo ha creato brusii di malcontento.

Se tutte le compagnie aeree adottassero questa prassi - osserva Paul Ruden, senior vice president per gli affari legali dell’Asta (l’associazione delle agenzie americane) rappresenterebbe un costo pari a 2 miliardi di dollari“.
Per sapare come andrà a finire la faccenda occorrerà aspettare gli eventi…
fonte: guidaviaggi.it

ATM: il “virus” colpisce ancora

9 de Giugno de 2009

Non c’è pace nell’Europa dell’Est. Almeno per quanto riguarda gli sportelli bancomat che, ancora una volta, sono vittime di un malware progettato per carpire dati fondamentali ad ignari utenti.
Capita così che i malcapitati si vedano sottratto codice segreto e anagrafica.

Il caso non è una novità, basti pensare che alcuni mesi fa proprio la Russia è stata colpita dal virus di un trojan attraverso il quale si volevano effettuare corposi prelievi.

Un’analisi eseguita da Trustwaves SpiderLabs spiega come le macchine infette costituiscano un pericolo per migliaia di correntisti: il problema secondo gli analisti si troverebbe in una falla di Windows XP, sistema operativo utilizzato da quel tipo di ATM, che permetterebbe al creatore del software maligno di controllare lo sportello compromesso attraverso un’interfaccia integrata direttamente nel malware.

Non si può più essere sicuri di niente, dunque, verrebbe quasi voglia di tornare a prendere in considerazione il buon vecchio materasso come “banca” casalinga…
fonte: punto-informatico.it

Tempo di crisi, tempo di conti

27 de Maggio de 2009

Il periodo è quello che è e gli italiani cercano di arginare i danni ponendo più attenzione al proprio bilancio. Accade così che vengano cambiate piccole gradi abitudini e che, con sempre + frequenza, si faccia ricorso a conti con carta e penna alla mano.
Questo è quanto emerge da una ricerca commissionata da Ncr, azienda leader nel mondo nelle soluzioni self-service.

Gli italiani tendono a tenere sotto controllo le loro uscite finanziarie e lo fanno utilizzando sempre più spesso denaro contante per le proprie spese (lo fa il 34% della popolazione)
Non solo.
Il 31% degli intervistati dichiara di pagare le bollette il giorno di scadenza, segno di prudenza e oculatezza nel fare i conti per sbarcare il lunario. Così gli italiani spendono, controllano e difendono i propri risparmi.

L’indagine, condotta in sedici paesi sparsi per il mondo, rivela che i cittadini del Bel Paese sono soliti affrontare le difficoltà economiche con una maggiore attenzione alle spese e ai pagamenti. Anche sui prelievi Bancomat emerge come i nostri cittadini preferiscano fare prelievi di minore entità, se necessario più frequentemente.

In drastica caduta l’utilizzo degli assegni usati sono da un esiguo 6% della popolazione.
Aperto anche il capitolo sui servizi: quali strumenti vorrebbero gli italiani per essere aiutati in questo processo di razionalizzazione delle spese? Più votato fra tutti è il sistema degli alert via sms, che ricordano i pagamenti urgenti e informano sinteticamente su saldi e contabilità.
Fonte: ifgonline.it